Fissazione con placche SOP

Il sistema delle placche bloccate, ossia la vite che si fissa sul supporto, ci permette di utilizzare una tecnica innovativa, poichè le placche stesse non devono più essere pressate all’ osso per esercitare la loro tenuta, ciò implica le seguenti affermazioni:

 

  •    la vascolarizzazione della superficie di osso “placcata” non viene danneggiata perchè non compressa dal supporto;

 

  •     non occorrendo la scheletrizzazione, ossia lasciando il periostio intatto, si ha meno dolore post operatorio;

 

  •      un utilizzo precoce dell’ arto, perchè non duole, consente una guarigione più rapida.

 

  •      assenza aprezzabile di perdita del tono muscolare.

 

Le placche che utilizziamo attualmente ci permettono, inoltre, data la loro estrema maneggevolezza, di posizionarle in segmenti ossei difficili se non impossibili per le placche del sistema radizionale, ancorchè bloccate; quindi femori distali, ilei, colonna vertebrale sono trattate più vantaggiosamente, si stabilizzano più facilmente leartrodesi delle grandi articolazioni (per le piccole risultano un pochino ingombranti).

La maneggevolezza non comporta una minore resistenza anzi per la loro maggiore resistenza con questo sistema trattiamo profiquamente anche le fratture comminute.

 

Esempi di casi in cui sono state utilizzate

CASO 1

 

Cane investito da un'automobile

Ricontrollo a un mse di distanza per una improvvisa zoppia (rottura delle viti)

In totale 5 viti distali per una tenuta a prova di cane agitato.

Due viti con riduzione anatomica perfetta avrebbero tenuto se il cane fosse stato meno esuberante.

Ricontrollo a due mesi guarigione clinica avvenuta.