Immunodeficienza virale felina

Morfologicamente simile ma per fortuna antigenicamente differente rispetto a quello umano.

I comportamenti caratterizzati da aggressività e morsi sono la via primaria di trasmissione di FIV: i gatti maschi, più anziani (sopra i 6 anni), liberi di uscire di casa sono i più comunemente infetti.

La trasmissione si passa anche dalla madre infetta ai gattini con il latte.

Trasmissione mediante artropodi (zecche) e venerea improbabile.

La fase primaria dell’ infezione si ha quando il virus si diffonde in tutto il corpo provocando febbre non elevata e linfoadenopatia reattiva.

Segue una fase subclinica e latente di durata variabile, può arrivare a 7 anni.

Sintomatologia

Diagnosi

Prevenzione

Ricerca degli anticorpi FIV (ELISA), in presenza della sintomatologia sopradescritta. A volte negli stadi precoci della malattia questi ancora non sono rilevabili mentre nelle fasi terminali possono scendere sotto la soglia di sensibilità, nei gattini inoltre gli anticorpi materni possono interferire con la diagnosi. In questi casi si conferma la diagnosi con la PCR su sangue intero in EDTA.

Febbre e linfoadenopatia come detto dipendono dalla viremia. Poi abbiamo le infezioni secondarie che seguono lo sviluppo dell’ immunodeficienza.

Di solito i gatti vengono portati alla visita per i sintomi correlati a queste infezioni, le sindromi legate alla presenza del virus direttamente sono riportate in letteratura e sono le seguenti: diarrea cronica, anemia non rigenerativa, trombocitopenia, neutropenia, linfoadenomegalia, uveite, glomerulonefrite, insufficienza renale ed iperglobulinemia, anomalie comportamentali con demenza, tendenza a nascondersi, rabbia, eliminazione inappropriata, tendenza a vagabondare.

Occasionalmente crisi convulsive, nistagmo, atassia, ed anomalie nervose periferiche.

Neoplasie maligne linfoidi e sarcomi.

Tenetevi i gatti in casa per evitare che si azzuffino, sterilizzate i maschi, sottoponete a test della PCR i gattini appena presi.

I gatti positivi vanno tenuti in casa per evitare che propaghino il virus e per evitare che contraggano un’ infezione opportunistica, perché sono immunodepressi.

Non ci sono problemi di infezione umana con il virus della FIV, tuttavia i gatti infetti possono veicolare all’ uomo altri agenti zoonosici.