Peritonite Virale Felina

Coronavirosi: coronavirus enterico felino (FECV), dà lieve gastroenterite e virus della peritonite virale feliva (FIPV). Una percentuale di gatti tra il 16% ed il 67% dei gatti è stata esposta all’ infezione dai coronavirus, che vengono eliminati con le feci e le secrezioni oronasali.

Il FIPV si replica nelle tonsille, nell’ orofaringe nel tratto respiratorio e nel piccolo intestino, evolve in una forma essudativa nei soggetti con scarsa risposta immunitaria, ed in una forma non essudativa negli altri.

La forma essudativa comporta l’ infiltrazione di un fluido ricco di proteine nelle pleure, nel peritoneo, e nel pericardio ; la forma non essudativa comporta lo sviluppo di lesioni piogranulomatosae in più tessuti, ed in particolare: occhi, cervello, reni e fegato.

I gatti di razza pura sembrano più soggetti all’ infezione. Decorso acuto essudattivo fulminante, decorso cronico intermittente non essudativo.

Sintomatologia

Conclusioni

Profilassi

Terapia

Diagnosi

L’ infezione da coronavirus felino rappresenta una sfida per il veterinario clinico.

Il titolo anticorpale positivo ed rilievo di genoma virale negli essudati (quando ci sono) e nel liquor, sono indicativi di una probabile FIP, in particolare se la clinica e gli esami di laboratorio di base vanno nella stessa direzione, poiché la distinzione tra il virus enterico banale che causa enterite FECV e quello mutato FIPV che causa la FIP è impossibile anche con la PCR e gli anticorpi non sono distinguibili per reazioni crociate.

La diagnosi definitiva nei casi non essudativi si basa sulla ricerca dei riscontri istopatologici (biopsia) caratteristici.

I comuni disinfettanti inattivano il virus, i soggetti sieropositivi lo possono diffondere.

I gattini non vengono infettati per via transplacentare; l’ immunità materna dura 4-6- settimane, poi possono essere infettati da altri gatti, gli anticorpi che si sviluppano dall’ infezione si trovano dopo 8-14 settimane.

Poiché è difficile formulare la diagnosi antemortem, la valutazione degli studi in cui viene segnalato il successo del trattamento è impossibile; poiché a volte la remissione della sintomatologia è spontanea la confusione è ancora maggiore.

Interferone come antivirale, giornalmente per mesi, cortisone per modulare-limitare la reazione infiammatoria contro il virus, antibiotici per limitare le infezioni batteriche secondarie, steroidi anabolizzanti contro l’ anemia.

La maggior parte dei gatti comunque muore o deve essere soppressa entro giorni o mesi dalla diagnosi. La forma essudativa ha prognosi infausta, la forma non essudativa ha un periodo di sopravvivenza variabile che dipende dal sistema organico coinvolto.

I gattini vanno tenuti con la madre senza contatti con altri gatti, testati con la ricerca degli anticorpi anticoronavirus a 10 settimane e venduti solo se negativi.

Sarebbe ottimale avere nuclei familiari sieronegativi ed impedire loro contatti esterni.

Gatti di razza pura. Gatti sotto i 5 anni e sopra i 10. Comprati da un gattile. Anoressia, calo ponderale, convulsioni, nistagmo, atassia, febbre, pallore delle mucose, dispnea, toni cardiaci attutiti, distensione addominale, ittero, corioretinite/cicliste, anomalie neurologiche multifocali, linfo e splenomegalia.

Anemia non rigenerativa, linfopenia, iperglobulinemia, essudato asettico piogranulomatoso dello spazio pleurico, aumento delle concentrazioni proteiche e pleocitosi del liquor, positività al titolo anticorpale.

Essudato drenato dallo spazio pleurico di un gatto affetto da FIP.

Le siringhe sono 8, piene con 25 ml di siero l’ una; 

200 ml di liquido a tamponare i polmoni del gatto in evidente distressrespiratorio.