Leishmaniosi

Sintomatologia

Diagnosi

Consigli

Terapia

Trasmissione

  • Far dormire il cane al chiuso o uilizzare zanzariere che impediscano il contatto tra insetto e cane

  • Utilizzare antiparassitari a base di permetrina

  • Effettuare controlli sierologici annuali

Il contagio si verifica per inoculazione del parassita da parte dell’insetto in cui esso compie il suo ciclo biologico mutando da una stadio inattivo detto amastigote ad uno attivo e infettante detto promastigote. Da studi si apprende che l’inoculazione avviene prevalentemente nelle ore serali, dopo il tramonto e fino all’alba.

Si può verificare una leggera reazione infiammatoria nel punto in cui il flebotomo compie il pasto di sangue.

Sono tuttavia ancora in studio altre vie non comuni di contagio(trasmissione materno-fetale, trasmissione venerea, trasmissione attraverso trasfusione).

L’approccio terapeutico dipende dalla sintomatologia clinica

La sintomatologia è molto varia, dipende dalla risposta che si instaura.

Possono addirittura non esserci sintomi visibili, anche se solitamente i principali sintomi sono cutanei, oculari e/o generali.

Si può osservare dimagrimento, abbattimento, lesioni crostose, ulcere, linfoadenomegalia, cheratocongiuntiviti, uveiti; l’interessamento renale od epatico porta poliuria e polidipsia.

 

La diagnosi viene effettuata tramite esami parassitologici(ricerca amastigoti su agoaspirati da linfonodi, midollo osseo, milza) sierologici, e  PCR (ricerca del materiale genetico del parassita su prelievo da midollo osseo, tampone congiuntivale).

La diagnosi va corredata da una serie di esami collaterali, elettroforesi proteica, profilo emocromocitometrico completo, profilo biochimico, esame delle urine, loro sedimento e rapporto proteine/creatinina urinaria.

 

La Leishmaniosi è una zoonosi (trasmissibile  cioè tra vertebrati e uomo, necessita però di ciclo intermedio in vettore invertebrato) causata da protozoi del genere Leishmania  veicolati da un flebotomo, insetto ematofago.

Benché inizialmente presente in aree insulari meridionali e zone costiere, per via delle caratteristiche ambientali (temperatura, umidità) e sanitarie (randagismo, elevato numero di soggetti positivi non trattati) la malattia raggiunge oggi diffusione anche in zone prima considerate indenni (cambiamenti climatici, movimentazione soggetti infetti) come il nord Italia.

 

Flebotomo. 

Immagine microscopica di macrofago esploso con disseminazione di Leishmanie in forma amastigote

Cheratocongiuntivite in soggetto positivo